Alicia Roselyn - Prima Parte | {Bonjour Immortalitè} Diari di Vampiri

Alicia Roselyn - Prima Parte

[lunedì, 21 aprile 2008]
[]


Dal Diario di Alicia, parte prima

Non ho alcun ricordo della notte in cui sono morta, non so chi sia stato a distruggere la mia esistenza ne ho idea di come si siano svolti i fatti... però, di quello che c'è stato prima, della mia vita passata ho ben chiaro tutto, ogni evento, ogni singolo passaggio. Ero felice, più o meno. Avevo un buon lavoro, qualche amicizia e una famiglia. Mi bastava. Non ho mai chiesto nient'altro, solo l'indispensabile per sopravvivere, l'amore dei miei cari, la salute e qualche soldo per tirare avanti. Ma non è andata così, non sono stata esaudita nel mio umile desiderio di una vita serena. E' avvenuto tutto così in fretta, talmente rapidamente che non ho avuto nemmeno il tempo di vedere in volto il mio assassino, un attimo ed io sono svanita. Ed ora mi ritrovo qui, creatura della notte, a rimpiangere ciò che ero, a commiserarmi e a desiderare che nulla di quanto è successo sia mai accaduto. Odio quello che sono diventata, perchè quello che sono ora non è ne umano ne ultraterreno ma solo la misera ombra di me stessa, uno spettro che vive nutrendosi degli altri, che si nasconde nell'oscurità e che non ha più nulla se non un'immortalità imposta. Se ripenso a ciò che ho lasciato, o meglio, a ciò che mi è stato brutalmente tolto, la rabbia mi travolge, mi acceca e mi spinge in un'unica direzione, ovvero trovare chi mi ha fatto tutto questo e ucciderlo, in una vana e disperata speranza di poter forse riabbracciare, anche fosse per una volta soltanto, tutto quel che ho perso... mia madre, mia sorella, l'uomo che amavo ed insieme a lui anche il lavoro che condividevamo e di cui io personalmente andavo tanto fiera. Ero una valente ispettrice di Polizia e non per vantarmi ma in ciò che facevo ero veramente brava, pur non essendo affatto semplice, soprattutto per una donna, ne tanto meno gratificante. Mi piaceva, lo ammetto, e davo l'anima per risolvere i casi che mi venivano affidati nel miglior modo possibile. La mia tra l'altro non fu neppure una scelta, non fu il richiamo alle armi, o al comando o ancora la passione per l'uniforme ad attirarmi in quella direzione, ma piuttosto un obbligo morale, un qualcosa che avevo nel sangue e a cui non potevo sottrarmi. Avevo seguito le orme di mio padre, e di suo padre prima di lui e così via in un susseguirsi di generazioni che hanno visto almeno un membro della mia famiglia impegnato a servire la patria che amavano. Ma a differenza loro io non ero adatta ne a stare sempre dietro ad una scrivania ne a dedicarmi solo ed esclusivamente alle mansioni pericolose, per cui, quando venni trasferita a Portland dopo una dura gavetta a Waterville, scelsi quella che si sarebbe potuta definire una sorta di via di mezzo tra i due estremi bilanciando il blando lavoro d'ufficio ad una certa dose di incarichi particolari che il più delle volte implicavano vere e proprie azioni di forza in prima persona. Inoltre, in contrapposizione con le prerogative analitiche decisamente pratiche e realistiche che da sempre hanno caratterizzato il modo di ragionare della famiglia McParson, io ho sempre dato molto spazio anche al presumibile e all'improbabile, tant'è vero che spesso mi sono trovata a collaborare con Eileen, una medium davvero in gamba. Il sovrintendente attuale mi lasciava libera d'agire come meglio credevo, senza imposizioni ne obblighi, per lui la sensitiva era solo una persona utile che poteva dare una mano quando l'intero distretto brancolava nel buio. Quello precedente invece era di tutt'altra risma... basso, grassoccio, arrogante e stupido come pochi, non ha mai tollerato il mio modo d'agire e nonostante l'evidenza dei fatti dimostrasse quanto quella donna e le sue visioni fossero valide, lui continuava a ritenerla un'inutile ciarlatana. Rivelava dettagli non divulgati o forniva indicazioni che portavano inevitabilmente alla risoluzione di un'indagine complessa, eppure lui la ignorava dettando direttive sballate e inutili che contribuivano solo a confonder maggiormente le acque. In realtà le stupidaggini e gli errori di quell'ometto presuntuoso non avevano mai arrecato danni tanto gravi da dover ricorrere a repentine prese di posizione, ma un giorno, quando un tizio uccise la moglie facendo ricadere la colpa sull'amante di lei e le prove furono talmente schiacciati da essere davvero poco credibili, il pollo abboccò facendo arrestare un innocente e lasciando invece a piede libero il vero assassino. Ed io intervenni, com'era nel mio carattere e come d'altronde sarebbe stato logico e corretto agire, ma peggiorai solo le cose e mi beccai pure una bella sospensione. Quel povero disgraziato non venne rilasciato e io fui costretta a restituire pistola e distintivo e a prendermi una vacanza forzata di sei mesi per poi venir reintegrata in servizio in tutt'altro luogo. Venni trasferita a Portland e presi servizio nella sezione omicidi, rispetto a prima i miei incarichi non erano variati affatto e neppure le responsabilità, il sovrintendente del posto nonostante l'accaduto mi stimava molto e accolse la medium con la quale ero rimasta in contatto senza far troppe domande. Ci è stata davvero di grande aiuto e il più delle volte è stata proprio lei a toglierci dagli impacci quando i casi risultavano apparentemente insolubili. E quella notte, quella in cui lasciai per sempre il mondo per come l'avevo conosciuto fino ad allora, quando per volere di chissà chi fui costretta ad abbandonare tutto questo, io stavo proprio indagando su uno di quei casi insoliti e inspiegabili che di solito, a causa della stranezza dei fatti e della mancanza di prove che li caratterizzano, venivano portati all'attenzione di Eileen. Ma non fu lei a condurmi sul luogo della mia morte, almeno in modo diretto, bensì una telefonata anonima. L'assassino seriale di cui stavo seguendo le tracce si divertiva a fare a pezzi le sue vittime e dopo averle attentamente sezionate legava sopra i loro corpi straziati una rosa rossa con un nastro del medesimo colore. Non avevo alcun indizio e stavo dietro a questo pazzo già da un anno, sapevo solo che colpiva regolarmente in concomitanza con le fasi di luna calante e che prediligeva donne giovani e bionde, poi il giorno prima della segnalazione, la nostra sensitiva “vide” la nuova vittima e tutto parve avere una finalmente una svolta. Era chiara di capelli e di occhi, gli abiti erano scuri e aveva il collo squarciato, l'immagine era sfocata ma la nostra sensitiva era certa che indossasse anche un dolcevita cremisi e che portasse scarpe rosse e consunte dall'uso. Se ci fossimo mossi apertamente avremmo scatenato il panico e soprattutto avremmo incrementato le chiamate di inutili e falsi avvistamenti che si sarebbero riversati in centrale intasando le linee, per cui non diramammo alcun ipotetico identikit della presunta vittima ma  rimanemmo semplicemenete in attesa di qualche sviluppo. Poco dopo una chiamata strana ci mise in allarme. Un passante aveva visto un uomo trascinare con forza una donna, che si rivelò corrispondere alla descrizione fornitaci da Eileen, in un vincolo. Sentì degli urli per cui preso dal panico, il malaugurato spettatore chiamò subito la polizia, fornì precise indicazioni sul luogo dell'accaduto e riattaccò senza lasciare le proprie generalità. E già da qui avrei dovuto avvertire un piccolo campanellino d'allarme... ma la paura che davvero quel pazzo stesse agendo in quel momento e la possibilità concreta di catturarlo e salvare forse anche la ragazza nelle sue grinfie, mi spinse ad agire senza badare al mio istinto. Non persi tempo quindi, e per quanto la cosa mi sembrasse strana, chiesi rinforzi e mi diressi immediatamente sul posto. Capii troppo tardi, quando appurai coi miei occhi che in quel luogo non c'era nessuna vittima e nessun carnefice, quando vidi i miei uomini giacere a terra uno dopo l'altro che la vera donna bionda, quella che avrebbe perso la vita quella notte, quella che la medium aveva visto nella sua visione, in realtà ero io...

Ally Rose

Posted by CrimsonLady alle 16:09
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Tutto il tempo del mondo... e poi, di epoca in epoca... in viaggio per trovarsi. Verso quella che considerano la loro Capitale, nere ed infinite notti, nebbia, pioggia e fumo... i Vampiri celebrano i loro fasti.
Storie tanto diverse, creature infinitamente differenti...
Destinati ad una gioia senza fine, oppure ad una tristezza infinita. Privi di scrupoli, o distrutti dal rimorso.
Antichi e Giovani. Ancora confusi, oppure certi... camminano sotto un cielo plumbeo e nessuno potrà fermarli.
Testimoni e custodi della Storia, destinati a conoscere più di quanto un uomo normale potrebbe mai sopportare... si muovono solitari; eppure a volte si sfiorano e le loro vite si intrecciano in modi inattesi.

Nella Capitale hanno i loro rifugi, le loro dimore segrete. Ma quando desiderano incontrarsi ed interagire con la loro razza sono tre i luoghi che devono visitare; "The Grail Quest"... all'apparenza una Sala da Tè in stile vittoriano.
Sangue delizioso e proveniente da ogni dove viene servito in fini teiere e tazze in porcellana di Limoges...
Tutto è rispettabile e raffinato in questa elegante "Sala da Tè" abbellita da decine di quadri di autori Preraffaelliti... l'accesso è riservato ai Vampiri più in vista.
Mentre, nello stesso edificio, esattamente al piano superiore... si trova "The Peacock's Feather"... luogo di piacere e lussuria senza freni. Velluto e broccati rossi accolgono i pochi visitatori ammessi a godere di svaghi perversi e ricercati...
Naturalmente luogo preposto agli incontri dei Vampiri è anche l'antico Cimitero Monumentale... dove le tombe più recenti risalgono all'epoca della Regina Vittoria.
C'è poi "La Casa delle Bambole". È un negozio molto piccolo: le pareti ed il pavimento sono tutti rosa, così come l'arredamento... la proprietaria, Giselle Dix, è una collezionista di bambole, ne possiede un'infinità, tutte diverse. Alcune però sono un po' particolari, infatti sono fatte di... carne, ovvero sono esseri umani vivi che però vengono "bambolizzati". La proprietaria è sempre alla ricerca di nuove bambole per la sua collezione!
La "Casa da Gioco", invece, di proprietà di Leo Stobbard, è divisa in due parti: la prima è un normalissimo casinò decisamente elegante. La seconda, invece, è aperta solo ad una selezionata e fedele clientela; qui non ci si gioca soltanto i soldi, la posta in gioco può essere molto, molto alta...

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"Bonjour Immortalitè" è un gioco di ruolo che si basa sulla scrittura dei diari personali dei personaggi (x): Vampiri che raccontano le loro storie e le loro avventure.
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Per lo più si tratta di raccontare brevi pagine ogni volta... della storia di un personaggio. Oppure, in casi sporadici, vengono inseriti post scritti a più mani che narrano dell'interazione tra due o più Vampiri (qualora gli autori si siano accordati per questo).
Ogni Autore è responsabile per ciò che scrive: gli è richiesto soltanto di scrivere in italiano decente, e di attenersi a ciò che riguarda il *suo* personaggio.

Il gioco è ambientato in una città senza nome (in Europa, ai nostri tempi) che i Vampiri considerano come la loro "Capitale"; i giocatori si muovono tra ambienti ideati da loro stessi (le dimore dei personaggi, le strade della città), ed alcuni ambienti "comuni" del gioco: come la Sala da Tè "The Grail Quest" o la Casa di Piacere "The Peacock's Feather". Quando i giocatori si muovono negli ambienti comuni si devono attenere alle descrizioni d'ambiente date da chi ha ideato questi luoghi e da chi ne è responsabile al momento.

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Personaggi Iniziali

Desperatilla: Desperatilla non è il suo vero nome, ma il nomignolo che le ha dato il suo Creatore. E' un Vampiro piuttosto antico... è nata nel Medioevo, in Italia. ha accettato la sua condizione ma continua a guardare con curiosità la vita degli esseri mortali. Molte cose del suo passato sono ignote.
autore: damaverde_at_gmail_dot_com, blog personale, (+Justin, +Claire).


Natasha: Natalia Nikolaevna Markova. Da "viva" abitava in un minuscolo villaggio a sud oves della Russia dal nome imprecisato. Non è pienamente consapevole di essere un vampiro e tuti i ricordi della sua esistenza precedente sono chiusi in un angolo buio della sua mente.
autore: vampiri-gdr_at_ilcircolodellestreghe_dot_net, blog personale, (+Oksana, +Antonio).


Margot: Margot Byron ha accettato il suo mutamento senza troppe storie; i mortali sono come fantasmi per lei... entrano a far parte del suo mondo solo quando ha fame, servono solo per nutrirsi.
autore: cecca22f_at_libero_dot_it, blog personale, (+Erik).


Alicia : Alicia Roselyn McParson è nata nel 1980 a Waterville, una piccola cittadina a nord della costa del Maine. Non ama nè accetta il suo stato di vampiro: l'abbraccio è avvenuto in circostanze ignote, e questo le rende le cose molto più difficili. Passa il suo tempo a indagare e ad asservire un clan nel tentativo di carpire maggiori informazioni su quanto accadde il giorno della sua morte. Vive con un antico, Lyle, che si è prende cura di lei e le insegna tutto quello che c'è da sapere sul suo nuovo stato di creatura della notte.


Rafaël: Rafaël Beauvrai, nato nel Diciottesimo secolo, proviene da una famiglia aristocratica decimata dalla ghigliottina. E’ stato trasmutato all’età di trentaquattro anni durante la sua fuga dal Terrore e, benché abbia continuato a vivere il fasto delle corti europee, la sua esistenza è ormai quella di un fantasma avvelenato dal rimpianto.


Justin: Justin è un Vampiro Antico. Le sue origini si perdono nelle nebbie del Medioevo. E' stato il Creatore di molti, l'ironico, sfuggente e imprevedibile vampiro che si muove tra crudeltà e gentilezza. Il Maestro e il Terrore di tanti della sua stessa razza. Se ci fosse una Famiglia Reale per i Non Morti... Justin ne farebbe parte di diritto.


Claire: Claire Siddal è la sensuale proprietaria del "The Peacock's Feather". Beve sangue da coppe da champagne, ama tutto ciò che è frivolo e si considera praticamente immorale. La vita è piacere, ed un vampiro ha più diritto di chiunque altro di provarne...


Oksana: Oksana Petrovna Molokanova... capricci e frivolezze, questo è lei! Vampiro molto antico, non ama la mondanità ma nemmeno la solitudine. Adora il lusso e i bei ragazzi umani che considera giocattoli con i quali, da bambina capricciosa, si diverte per un po' per poi distruggerli e cercarne dei nuovi. Attualmente risulta scomparsa in circostanze misteriose.


Antonio: Antonio era un domestico italiano, vampirizzato nel '600. Si vergogna molto del suo passato umano e apparentemente ha preso molto bene la sua trasformazione, in realtà cerca di annegare il vuoto esistenziale in ogni modo possibile. Ama il lusso e i bei vestiti ed è decisamente pieno di sè. Odia cacciare e lo fa solamente quando è davvero costretto dalla fame... per questo quando si avventa su una vittima la polverizza.


Erik: Erik Stern, è diventato vampiro nel 1500 ed ha accettato subito quella che poteva essere una possibilità per approfondire la sua conoscenza di tutto. Dice di essere (ma è solo una sua vanteria) uno dei vampiri più antichi di cui si sappia qualcosa.


Edelweiss: Edelweiss Siddal è il perfetto esempio di una morale tenacemente vittoriana. Vampira di integerrima virtù gestisce la sala da tè The Grail’s Quest, luogo di raduno di poeti maudits, immortali pensierosi e stranieri dagli occhi liquidi, tra cui si muove con il ferreo disgusto di una morale superiore. All’aspetto etereo e alla voce angelica, con cui allieta i fedeli durante le funzioni domenicali, unisce l’estrema proprietà del comportamento e gli atteggiamenti gelidi e distaccati.


Giselle: Giselle Dix si muove tra una dolcezza e una crudeltà uniche. Considera gli oggetti... esseri umani e viceversa. L'unico scopo della sua vita è ampliare la sua collezione di bambole e farebbe qualsiasi cosa per un pezzo che le interessa. Ha accettato molto bene la sua nuova natura di vampiro perché la sua vita prima era a dir poco infernale.


Lina: Lina è una vampira molto recente. Condannata ad un'eterna adolescenza, finge di essere ancora un essere umano. Nota per la sua totale mancanza di buon gusto, passa la maggior parte del suo tempo ad ascoltare musica commerciale dal suo i-Pod rosa o giocherellando con il cellulare, rosa anch'esso.


Leo: Leo Stoppard non ha accettato molto bene la sua condizione di vampiro e si è sforzato di condurre un'esistenza simile alla precente, fingendo che nulla fosse cambiato. Gestisce una serie di locali in giro per il mondo, ma sono solo una copertura per i suoi traffici illeciti. Sebbene faccia di tutto per essere accettato nei salotti buoni della capitale, non è ben visto dagli altri vampiri per via del suo (a loro dire) eccessivo attaccamento al denaro.


Raymond: Raymond Bing è stato appena vampirizzato e ancora non conosce molto riguardo alla sua nuova vita... che ha accettato abbastanza facilmente dopo l'iniziale disappunto, anche perché... facendo l'assasino di mestiere avrebbe potuto trarne vantaggio! Prova un totale disinteresse per qualsiasi cosa, ma ama passare il tempo libero con l'enigmistica. Il suo unico punto debole sono gli abiti su misura.